Home page » Servizi e risorse » Per i ricercatori » Gli archivi dichiarati di interesse culturale nel Friuli Venezia Giulia

Gli archivi dichiarati di interesse culturale nel Friuli Venezia Giulia

 
Da questa pagina è possibile consultare, per mezzo di un apposito database, i records relativi alle dichiarazioni di interesse culturale emanate nei confronti di archivi privati della regione a partire dal 1977, anno in cui fu emessa la prima dichiarazione da parte della Soprintendenza archivistica per il Friuli Venezia Giulia.
Le dichiarazioni sono state emesse direttamente dalla Soprintendenza fino all'entrata in vigore del  d.p.r. 2 lug. 2009, n. 91; successivamente dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia sulla base delle proposte e delle istruttorie condotte dalla Soprintendenza archivistica. Dall'entrata in vigore del d.p.c.m. 29 ago. 2014, n. 171, vengono nuovamente emanate dalla Soprintendenza archivistica.
 
La messa a disposizione dei ricercatori e di tutti i cittadini di questa risorsa costituisce non solo un adempimento imposto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio agli organismi del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (art. 15 comma 2bis del d.lgs. 22 gen. 2004, n. 42 e successive modificazioni), ma soprattutto un atto di trasparenza con il quale si intende promuovere una maggiore conoscenza degli archivi sottoposti a tutela nel Friuli Venezia Giulia. Il database viene aggiornato regolarmente.
 
I dati vengono riportati secondo l'ordine di iscrizione ("ID.") nel registro degli archivi dichiarati dalla Soprintendenza. La ricerca di un archivio specifico, ad esempio sulla base del cognome del produttore, si può eseguire mediante la funzione "Trova" (CTRL+F). La ricerca può essere effettuata su tutti i campi del database.
Per definire la "tipologia" dell'archivio si è adottato il seguente repertorio: archivio di persona, di famiglia, di impresa, di istituzione culturale, di istituto assistenziale, di associazione, di partito politico, di sindacato, di comunità religiosa, di ente ecclesiastico; infine, nei casi specifici, vengono impiegate le dizioni "collezione", "documento" o "documenti". Come si vede, alcune dichiarazioni sono state emesse in capo ad archivi ecclesiastici, poiché si trattava di consentire – secondo la normativa del tempo – l'erogazione di contributi o l'esecuzione di interventi.
Per "luogo" si intende il Comune nel quale l’archivio era conservato al momento della dichiarazione. "Titolare" è il soggetto nei confronti del quale è stato emesso il provvedimento; per ragioni di riservatezza le generalità delle persone fisiche vengono sostituite dalla formula "privato". Seguono la data e il numero di protocollo dell'atto.
Nel settore "Aggiornamento" si riportano notizie sulla situazione attuale dell'archivio dichiarato, quando si siano verificati cambiamenti di rilievo rispetto all’epoca della dichiarazione. Con l'indicazione del "detentore" non si intendono attribuire o riconoscere diritti, ma piuttosto segnalare il soggetto – diverso da chi era titolare al momento della dichiarazione – che attualmente custodisce, a qualsiasi titolo, l'archivio e ne può consentire la consultazione.
 
Consulta il database delle dichiarazioni
Data di redazione: gennaio 2013
 
Data di ultimo aggiornamento: dicembre 2016