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Archivi di enti pubblici

 
Tra gli archivi di enti pubblici la tipologia più diffusa è quella dell'archivio comunale; è in rapporto con le amministrazioni comunali che si esplica una parte notevole del lavoro della Soprintendenza archivistica del Friuli Venezia Giulia. In un'Italia segnata precocemente dallo sviluppo, nelle loro diverse forme, di istituti municipali, gli archivi delle città, come quelli dei comuni minori, tramandano le testimonianze più vive dell'organizzazione e delle condizioni storiche delle popolazioni locali.
Nel caso degli enti pubblici il lavoro di tutela non consiste solamente nel curare la salvaguardia degli archivi storici; vanno seguiti ugualmente lo sviluppo e la funzionalità dell’archivio nella contemporaneità: una corretta registrazione e classificazione degli atti, l'adozione di strumenti tecnici e organizzativi aggiornati, l'adeguamento delle sedi di conservazione, la soluzione dei problemi connessi con il ruolo crescente della documentazione digitale, sono temi ricorrenti degli interventi di consulenza e di supporto didattico forniti dalla Soprintendenza su richiesta delle amministrazioni. Si presentano di seguito alcuni casi di particolare interesse nel campo degli archivi comunali e degli archivi di altri enti pubblici nel Friuli Venezia Giulia.
 
Comune di Cividale del Friuli. Tra il 2011 e il 2012 sono giunti a maturazione tutti gli interventi che quella amministrazione ha posto in opera gradualmente, nell’ultimo decennio, a vantaggio del patrimonio documentario della città; per la sua tradizione storica e le sue istituzioni Cividale è, tra i centri della regione, uno dei più ricchi di testimonianze d'archivio, risalenti fino al XII secolo. Nella nuova sede appositamente ristrutturata il Comune ha inteso creare un polo archivistico cittadino, destinato a ulteriore espansione; vi si trovano custoditi l'archivio storico comunale, arricchito e finalmente ricomposto grazie ai documenti prima depositati presso altra istituzione, il prezioso archivio dell'Ospedale di S. Maria dei Battuti, l'archivio del Monte di pietà. Negli ultimi anni tutti sono stati riordinati e inventariati, sottoposti a restauri, e hanno dato occasione a pubblicazioni e a convegni.
 
Comune di Pordenone. A partire dal 2004, anno di istituzione della sezione separata d'archivio, l'amministrazione ha percorso tutti i passaggi necessari alla creazione di un servizio archivistico organico: ristrutturazione di una sede, regolamento per la consultazione, reclutamento di personale qualificato in grado di seguire la documentazione comunale in tutte le fasi, dalla gestione dell'archivio corrente alla valorizzazione della sezione storica. La città sta ricomponendo il quadro dei propri archivi attraverso il recupero di nuclei documentari finora affidati in deposito. L'inventario, che comprende tutti i materiali, indipendentemente dalla loro collocazione fisica, dal 2011 è consultabile on line cliccando qui.
 
Comune di Marano Lagunare. Nel 2016 la Soprintendenza archivistica ha fatto eseguire il riordinamento dell'archivio storico comunale della città, già piazzaforte marittima della Repubblica veneta. L'archivio, privo finora di strumenti di descrizione, comprende documentazione originale risalente fino al XVII secolo.
 
Comune di Buja. E' stato svolto tra 2015 e 2016, a cura della Soprintendenza archivistica, l'intervento di riordinamento e inventariazione dell'archivio storico di questo Comune del Friuli collinare. La documentazione storica copre un arco cronologico che va dall'età napoleonica al 1976, l'anno del terremoto che colpì il territorio e con esso anche il patrimonio culturale della comunità. L'inventario d'archivio redatto dopo il sisma si è rivelato ormai superato ed è stato sostituito dallo strumento realizzato a conclusione del lavoro.
 
Comune di Campoformido. Tra il 2014 e il 2015 è stato portato a termine, a cura della Soprintendenza, l'intervento di riordinamento e inventariazione dell'archivio storico comunale, costituito principalmente da documentazione della fase postunitaria, ma comprendente anche documenti anteriori, risalenti fino al 1832. Finora l'archivio non era dotato di strumenti di ricerca.
 
Consorzi di bonifica. Questi organismi pubblici sono i continuatori di antiche istituzioni, proprie delle diverse realtà regionali, che si occupavano della regolazione e della distribuzione ad uso agricolo delle acque, bene pubblico per eccellenza al centro di interessi spesso contrastanti, tra i quali andava perseguita una mediazione; tutti e quattro i consorzi attivi oggi nel territorio del Friuli Venezia Giulia hanno assorbito, attraverso il tempo, competenze e documentazione di consorzi preesistenti di minore estensione, spesso risalenti all'epoca preunitaria. Il Consorzio della Pianura isontina, con sede a Ronchi dei Legionari, ha provveduto per primo alla sistemazione del proprio archivio, a partire dal 2005. La Soprintendenza archivistica ha affrontato sistematicamente gli archivi dei consorzi rimanenti: in più lotti, data la consistenza della documentazione, si è lavorato sulle carte del Consorzio Ledra Tagliamento, in Udine, dotato di materiali in continuità fin dal 1810, poi su quelle del Consorzio Bassa friulana di Udine e, da ultimo, sull'archivio del Consorzio Cellina Meduna di Pordenone. Elemento tipico di questi archivi è la presenza di ampia documentazione tecnica, comprendente sia piani di opere idrauliche sia cartografia del territorio; ricco è anche il patrimonio degli archivi fotografici dei consorzi.
 
Musei civici di Trieste. Nel quadro del programma ministeriale "500 giovani per la cultura" e grazie alla collaborazione del Comune di Trieste, la Soprintendenza ha avviato nel 2015 un'attività di digitalizzazione sistematica dei documenti riferiti alla Grande Guerra che sono presenti all'interno di fondi archivistici conservati presso le strutture dei Civici musei di storia e arte.
 
Conservatorio di musica "Giuseppe Tartini". Nel 2015 il progetto per il riordino complessivo dell'archivio storico del Conservatorio triestino, con creazione di una banca dati, è risultato assegnatario di uno dei finanziamenti messi in palio sul piano nazionale nell'ambito dei "programmi di ricerca scientifica" della Direzione generale Archivi. L'archivio comprende materiali a partire dal 1903, anno di fondazione del Liceo musicale di Trieste. Oltre all'archivio proprio dell'istituto e delle scuole di musica, dalle diverse denominazioni, che ne hanno formato la base, la documentazione comprende fondi aggregati di associazioni e complessi musicali e di personalità.
 
Osservatorio astronomico di Trieste. Centro di ricerca dalle radici ottocentesche, creato dall'amministrazione austriaca, oggi forma parte dell'Istituto nazionale di astrofisica. L'archivio storico, limitato a materiali del XX secolo, è stato riordinato e inventariato a cura della Soprintendenza tra il 2011 e il 2012. Caratteristica è la presenza di un notevole fondo fotografico, frutto dell'attività scientifica dell'ente; all'interno dell'archivio sono presenti anche lasciti documentari di astronomi che operarono presso l'Osservatorio.
Data di redazione: gennaio 2013
 
Data di ultimo aggiornamento: dicembre 2016