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Archivi di persona

 
Nel corso degli ultimi decenni si è sviluppata un'intensa attività di salvaguardia, raccolta, riordinamento e inventariazione di archivi di persona. Questi, al di là dell’evidente interesse che rivestono per la ricostruzione biografica, costituiscono una delle fonti privilegiate per lo studio di molteplici aspetti della nostra società. Essi sono infatti un fenomeno essenzialmente contemporaneo. Salva qualche eccezione risalente all'età moderna, in genere incastonata all'interno di archivi di famiglie nobili, i fondi di persone sono diventati un fenomeno rilevante solo a partire dall'Ottocento. La loro diffusione coincide con l'affermazione del principio di individualità tipico della cultura romantica, e poi liberale, e con l'avvento della famiglia borghese mononucleare.
L'attenzione crescente con cui si è guardato a questi archivi ha permesso di comprendere più a fondo i processi di sedimentazione e le dinamiche che presiedono alla loro accumulazione e trasmissione, e che si riflettono nella loro struttura e composizione. Si è così colta con crescente lucidità la loro capacità di filtrare determinate immagini del loro produttore e di illuminarne diversi e, talvolta, contraddittori aspetti della personalità. Il nesso fra la documentazione accumulata, selezionata e tramandata e l'identità del soggetto produttore ha teso così a configurarsi come il fondamento dello statuto stesso dell'archivio di persona, colto sempre più come una sorta di "specchio di carta", attraverso il quale il produttore riflette e tramanda immagine e testimonianza di sé.
La consapevolezza della rilevanza e della complessità degli archivi di persona ispira le scelte metodologiche e pratiche con le quali la Soprintendenza archivistica del Friuli Venezia Giulia promuove iniziative di riordinamento e inventariazione, delle quali si dà conto in queste pagine.
 
La raccolta documentaria dell'architetto Lituano Samèro (1888 - 1953), donata dagli eredi all'Archivio di Stato di Trieste, è stata inventariata nel 2015 a cura della Soprintendenza archivistica; consiste di tre nuclei documentari principali prodotti dallo stesso Samero, da Vico Liebman (1900 - 1946) e da Ruggero (1854 - 1920) e Arduino Berlam (1880 - 1946), nonché di una ridotta sezione miscellanea costituita da disegni originali e in copia di autori diversi. Pur nella sua eterogeneità, la raccolta presenta elementi di notevole interesse poiché integra le scarse fonti documentarie relative all'architetto, conservate presso i Civici musei di storia ed arte di Trieste.
 
L'archivio di Pier Paolo Pasolini (Bologna 1922 – Ostia 1975) che il Centro studi a lui intitolato custodisce a Casarsa della Delizia (Pordenone), luogo della sua infanzia e della sua prima formazione, rispetto agli altri due nuclei documentari pasoliniani esistenti in Italia, presso il Gabinetto Vieusseux di Firenze e presso la Cineteca di Bologna, si presenta come il più ricco di documentazione originale risalente al "periodo friulano" dell'autore; una convenzione stipulata nel 2012 tra lo stesso Centro e l'allora Servizio studi e ricerca della Direzione generale per gli Archivi ha permesso il riordinamento e l’inventariazione del fondo, che sono stati completati nel 2013.
 
L'archivio del parlamentare Tiziano Tessitori (Sedegliano 1895 – Udine 1973), donato dagli eredi al Comune di Sedegliano (Udine) nel 2003, è stato inventariato e digitalizzato grazie alla collaborazione dell’Università di Udine ed ora è consultabile anche on line nell’ambito del progetto di un "archivio unico virtuale" delle personalità politiche promosso dal Senato; Tessitori, esponente del Partito popolare fin dal 1919, poi della Democrazia cristiana, deputato alla Costituente, senatore dal 1948 al 1972, è considerato uno dei padri dell’autonomia di questa regione.
 
L'archivio di Vittorio Macchioro (Trieste 1880 – Roma 1958), acquisito dall’Università di Trieste nel 2008, è stato da poco riordinato e inventariato a cura della Soprintendenza archivistica; attraverso i suoi scritti e la sua corrispondenza emergono le esperienze e i contatti internazionali di questa figura singolare di archeologo, che deve notorietà soprattutto agli studi dedicati alla storia delle religioni e all’antropologia del fenomeno religioso.
 
L'archivio di Maria Luisa Belleli (Ferrara 1909 – Roma 1992), custodito dall’Istituto Livio Saranz di Trieste, è stato riordinato, per conto della Soprintendenza archivistica, nel 2013. Il fondo della poetessa e insigne francesista comprende un notevole carteggio con personalità internazionali del mondo della politica e della cultura.
 
Grazie al contributo concesso dal Ministero nel 2016 è stato possibile intraprendere il riordinamento dell'archivio di Severino Cavedoni, già dirigente della Camera confederale del lavoro di Udine. Il fondo, anch'esso conservato presso l'Istituto Livio Saranz, comprende documentazione d'interesse per la storia dell'economia e del movimento sindacale nella regione.
 
 
Bibliografia
 
C. Leonardi (a cura di), Specchi di carta. Gli archivi storici di persone fisiche: problemi di tutela e ipotesi di ricerca, Firenze, Fondazione Ezio Franceschini, 1993.
Data di redazione: gennaio 2013
 
Data di ultimo aggiornamento: dicembre 2016