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Eventi sismici e inondazioni

Raccomandazioni e buone pratiche

 
Qualora si debbano abbandonare locali d’archivio nell’incombere di possibili scosse sismiche oppure perché, a seguito di scosse sismiche già verificatesi, i locali sono stati dichiarati inagibili e si temono crolli, occorre adottare le seguenti precauzioni:
• disarmare gli impianti antincendio a gas;
• chiudere l’impianto dell’acqua onde evitare possibili rotture di tubi, con il conseguente allagamento dei locali e danno per la documentazione;
• se l’edificio è collocato in zone in cui è interdetto l’accesso al pubblico e che sono presidiate dalle forze dell’ordine o dalla Protezione civile (per esempio le "zone rosse" di città e paesi terremotati) disattivare anche l’impianto elettrico, compreso il sistema antintrusione;
• se l’edificio non è controllato, lasciare inserito l’impianto antintrusione.
 
Nel caso in cui il locale in cui è conservata documentazione archivistica sia crollato o sia stato gravemente danneggiato e la documentazione sia sepolta dalle macerie, si raccomanda di proteggere il meglio possibile il materiale superstite dalle intemperie e soprattutto dalla pioggia. E' sufficiente coprire le macerie con teli di plastica o mezzi simili. Si ricorda che la documentazione d’archivio coperta da polvere, calcinacci, mattoni può essere nella maggior parte dei casi recuperata e riordinata. Molto più difficile farlo quando le carte abbiano assorbito polvere e detriti trasformati in fanghiglia.
Della presenza di archivi nell’area danneggiata vanno avvertiti il prima possibile i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, la Soprintendenza archivistica.
 
Nel caso di inondazioni o anche di semplici allagamenti di stabili, la documentazione va estratta immediatamente dai locali interessati e trasportata in ambienti asciutti dove potrà essere stesa, asciugata mediante interfoliazione o anche con l’ausilio di impianti di ventilazione. La tempestività di queste operazioni potrà impedire danni irreparabili alla struttura del supporto cartaceo, che sarebbero ancora più gravi quando l’acqua trasportasse con sé fango o agenti inquinanti.
Per un recupero definitivo il materiale va affidato a laboratori specializzati nella disinfezione, necessaria per prevenire l’insorgere di muffe, e nel restauro.
 
A seguito di una serie di disastrosi eventi naturali che hanno colpito gravemente il patrimonio archivistico di alcune regioni, nel gennaio 2013 è stato costituito da parte del Direttore generale per gli archivi il gruppo di lavoro nazionale denominato "Rischi ed emergenze negli archivi" (REA). Il gruppo ha elaborato delle Linee guida sulla prevenzione dei rischi e la reazione alle emergenze negli archivi, discusse il 28 marzo 2014 al XXI Salone del restauro di Ferrara e presentate nella versione definitiva a Roma, il 9 giugno 2014.
Il testo delle Linee guida, a cui si aggiunge una versione sintetica sotto forma di poster, è disponibile anche sul sito della Direzione Generale Archivi.
 
 


Bibliografia
 
Le carte future. La gestione della sicurezza dei documenti e degli operatori d’archivio. Riflessioni e proposte a trent’anni dal terremoto del Friuli, Atti del convegno ANAI, Sezione Friuli Venezia Giulia, Trieste-Udine, 11-12 maggio 2006, Trieste, s. e., 2008.
Data di redazione: gennaio 2013
 
Data di ultimo aggiornamento: marzo 2015